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Sabato 17 dicembre presso il Centro Studi Plautini di Sarsina si è tenuta una commemorazione di Lorenzo Cappelli nel centenario della nascita. Parlamentare, sindaco per dodici mandati, Presidente della Rubiconia Accademia dei Filopatridi, Primo Tribuno del Tribunato di Romagna, cofondatore del MAR, il Movimento per l’Autonomia Romagnola, personaggio di antica onestà e generosità, Lorenzo Cappelli, scomparso nel 2015 all’età di 93 anni, ha lasciato nella sua città e in tutta la Romagna una traccia indelebile. Lo hanno ricordato l’attuale sindaco di Sarsina, Enrico Cangini e tanti altri che lo conobbero ed ebbero l’occasione di lavorare con lui apprezzandone le grandi doti umane, di politico e di amministratore. Tra questi, Giordano Zinzani odierno Primo Tribuno, e Franco Albertini, che lo ha preceduto in questo ruolo.

Di seguito potete leggere l’intervento di Giordano Zinzani

Prendo spunto da un articolo di Lorenzo Cappelli scritto il 12 dicembre 2012 in cui scriveva: “Fra le tante Associazioni, Istituzioni ed Enti che la società civile romagnola ha generosamente espresso nell’interesse della Romagna, della sua storia, delle sue tradizioni, della sua cultura, il “Tribunato di Romagna” occupa, certamente, un posto di assoluta preminenza.”

L’intuizione del Tribunato dei Vini di Romagna, nasce da due uomini Alteo Dolcini, vulcano di idee e iniziative e dal grande giornalista Max David. Il Tribunato dei Vini di Romagna si è insediato per la prima volta il 2 aprile 1967 a Bertinoro. Lo scopo, come si legge nei documenti di oltre cinquant’anni fa, era: “vigilare a che la tradizione vinicola romagnola resti integra laddove sia cessata ripristinarla per la salvaguardia della fondamentale bevanda dell’uomo”. Viene decisa una struttura in Corti e retta da un Praesidium, composto dal Primo Tribuno, dal Tribuno vicario, presidente pro-tempore dell’Ente tutela vini romagnoli e dai Tribuni capi Corte.

Lorenzo Cappelli

Sempre Lorenzo Cappelli nel 2009 scriveva in occasione del X° anniversario della morte di Alteo Dolcini (di cui nel 2023 ricorre il centenario dalla nascita), riferendosi al Tribunato: “Lo concepì come Senato della Romagna, nel significato romano della parola, cioè assemblea dei più qualificati romagnoli di diverse esperienze vitali, della cultura, delle arti, delle scienze, delle professioni, dell’economia. Lo chiamò Tribunato per sottolineare lo spirito combattivo e propositivo, perché Tribuno era chiamato, nell’antica Roma, il magistrato difensore primario del popolo e delle più impegnative e cause nobili. Già nel 1968, come disse Max David: “Il vino è un pretesto per il Tribunato, che ha dimostrato di avere vitalità e possibilità di occuparsi di molte cose utili per la Romagna”

Lorenzo Cappelli viene nominato Tribuno nella Tornata del 9 aprile 1972 a Bertinoro, in seconda Corte, ma precedentemente il 18 e 19 marzo dello stesso anno era presente e citato nei libri del Tribunato, al convegno dei Consorzi di Difesa Vini con nomi di vitigno: italiani, francesi e tedeschi; presso l’azienda di soggiorno di Rimini assieme all’allora Ministro dell’Agricoltura Giuseppe Bartolomei.

Alla Tornata di Predappio del 18 novembre 1973, Lorenzo relaziona sull’avvenire delle nostre colline e fa un quadro degli interventi che devono effettuarsi per valorizzare il nostro entroterra montano, in modo ampio, completo e dettagliato. Fra le tante attività, dal 1976 si è prodigato con la Camera di Commercio di Forlì per l’atto di comodato per la Cheisa de Vein di Rimini. Il Tribunato, assieme al Consorzio Vini è l’ideatore e realizzatore delle varie Cà de Bè, de Ven, Sanzvez, Osteria di Piazza Nuova, in giro per la Romagna. Nuovamente, nel 1979, il Tribunato riafferma che scopo della sua azione non può sintetizzarsi nel solo vino, ma in ogni aspetto della cultura romagnola. Il Tribunato cresce, tantissime le iniziative e l’inserimento di nuovi Tribuni, ma a fine anni novanta il Tribunato ha un momento di difficoltà, questa crisi viene superata grazie all’impegno del senatore Cappelli, che fece rinascere il Tribunato di Romagna, circondato da persone capaci e non solo legate al mondo del vino. Nei suoi mandati da Primo Tribuno Cappelli ha messo un grosso impegno, ha portato nuove regole per l’ingresso dei nuovi Tribuni, e modificato lo Statuto.

Un momento della commemorazione: al microfono il Primo Tribuno Giordano Zinzani

Il Tribunato si è anche battuto per la valorizzazione dei prodotti ceramici di Faenza, riconosciuta in tutto il mondo, come capitale della ceramica, e Cappelli si può onorare di aver portato all’approvazione come Senatore, la legge che concede il marchio di qualità, attraverso un rigoroso disciplinare, ai prodotti ceramici, con conseguente beneficio economico per Faenza e per il riconoscimento dei Comuni di antica tradizione ceramica e di tutela della ceramica d’arte e di tradizione.

Durante i suoi mandati (fino al 2013) ha delegato la parte vini al Tribuno vicario che come da statuto era il presidente del Consorzio vini di Romagna ed io ricoprendo questo ruolo dal 2008, dopo Elio Assirelli e Paolo Reggi, ho avuto l’onore di collaborare con lui, sedendo nel Praesidium e assumendomi assieme ad altri colleghi l’organizzazione del Concorso Vino del Tribuno e di altre iniziative. Sono stati anni bellissimi. Lorenzo Cappelli, pur non essendo più in giovane età, era sempre presente alle riunioni del Praesidium e alle Tornate, è stato un vulcano di idee nel proporre temi e relatori da portare alle Tornate. Il Tribunato ha ripreso vigore sono entrate tante persone, ha riscosso consensi per le iniziative portate avanti acquistando sempre più ampio prestigio.

Lorenzo Cappelli, durante una intervista, quando era Primo Tribuno, diceva: “Il Tribunato partendo dal settore dei vini ha via via allargato il campo dei suoi interessi. Col passare degli anni il Tribunato cambiò denominazione, diventando più compiutamente Tribunato di Romagna, volendo sottolineare la sua natura di organismo culturale, promotore di iniziative e di eventi per valorizzare le attività economiche, culturali, artistiche della nostra terra, per ricordare gli uomini che l’hanno illustrata, per tutelare i grandi valori civici e morali della Romagna, per riaffermare la nostra identità. Le più svariate e diverse iniziative sono sempre state al centro e dell’attenzione e dell’impegno del Tribunato. Potrei ricordare le tante iniziative a favore dei nostri prodotti tipici, dal sale di Cervia, alla frutta, al formaggio, alla piada, all’olio, alle castagne, e quelle volte a mettere in risalto le innumerevoli eccellenze romagnole dall’agricoltura, al turismo, dallo sport, alla musica, al dialetto, per concludere che non c’è campo dove il Tribunato non abbia lasciato un segno profondo della sua attività a favore della Romagna, soprattutto per lo spirito animatore, creativo, travolgente di Alteo Dolcini per i primi trent’anni Tribuno Cancelliere”

Cappelli, mi ha sempre colpito per la sua serenità nell’affrontare le discussioni e trovare sempre il modo di portare a risultato gli obbiettivi che ci si era posti. Dopo di lui l’incarico di Primo Tribuno è passato a Franco Albertini, per quattro mandati, e dal 2021 ricopro il ruolo di Primo Tribuno, con l’impegno di valorizzare sempre più il Tribunato e spero di portare aventi gli insegnamenti del senatore Cappelli

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